07/05/20

FASE 1

Sono trascorsi due mesi dal primo decreto, in cui la mia città, il mio paese ed il mondo intero si è trovato costretto ad abbandonare la sua corsa cedendo il passo ad un più grande e virulento concorrente soprannominato Covid19.

Dai primi di marzo ad oggi, tutti, anche i più scettici, han dovuto fare i conti con quanto stava cambiando velocemente le nostre abitudini, i nostri rapporti interpersonali e le nostre famiglie.

Un improvviso lockdown, anche affettivo, fatto di ricordi, di tempi ormai andati e appena trascorsi che nemmeno mia figlia Clelia ritornerà a rivivere.  

Dalla spensieratezza dei suoi 6 anni, si gode il suo tempo libero in casa,  lontana da tutte le sue attività scolastiche ed extrascolastiche, drasticamente ridottesi ad un paio di ore  al giorno, tra compiti e qualche sporadica videolezione.

Per le prime due settimane, mi sono unito alla stragrande maggioranza dei buoni propositi nazionali, nel vivere questo standby nazionale nel migliore dei modi, ovvero in famiglia, dalle innumerevoli attività ludico-ricreative con mia figlia, alla supervisione dei suoi obblighi scolastici durante le ore cruciali dello smart working della madre,  seppur confinata in camera da letto, ma sempre vigile.

A tutto questo alternavo il bisogno di capire quanto stava accadendo, dalle precauzioni da adottare anche solo per uscire a fare la spesa, ai chiarimenti personali sulle sempre più remote possibilità di riprendere in mano la vita di prima, passando per un tam tam di notizie poco attendibili e tendenziose da farmi perdere il controllo, con la rassegnazione totale di un sistema inadeguato nel gestire una simile emergenza.

Dal mio primo isolamento in casa mentre collaudavo qualche giocattolo indispensabile alla sopravvivenza da remoto e prevalentemente in cuffia nasce questo loop che lascia ben intendere il mio stato d'animo


 


10/02/20

20+20=40



Rieccomi nel 2020, l'anno appena trascorso è stato l'anno dei miei primi 40 anni, e forse anche gli ultimi, la mia aspettativa di vita da rocker si sta affievolendo e con essa anche tante speranze.
Di grande ispirazione per il 2019 c'è stato Mike Watt, che riuscii tempo addietro anche ad incontrare e ad assistere ad un suo bel concerto qui a Roma con Il Sogno del Marinaio.





Un eroe d'altri tempi, quando la musica era l'unico e vero espediente social degno di vivere. La stessa ispirazione che mi ha riportato alla ricerca di un nuovo ingaggio in una band con cui rimettermi in sala, in strada e su palco, come i vecchi tempi. Ma aimé, i tempi sono cambiati e le finalità stravolte, ma ciò nonostante amo lavorare a del materiale inedito, anche quando a priori sai di non riuscire a suonarlo quanto un repertorio di una cover band, eppure mi affascina lo studio delle mie linee di basso, dei suoi incastri ed arrangiamenti col resto dei musicisti coinvolti. Eppure la vita intorno a me gira così velocemente da non riuscire a cogliere nemmeno un colore dal famoso prisma di Newton.

Quindi al fine di non sentirmi in imbarazzo, o peggio anche fuori luogo, ho deciso pian piano di prendermi il tempo necessario per scindere tutto, e forse di scrollarmelo di dosso, da non dedicarmi a nient'altro se non per un reale profitto personale.
A 40 anni, ho sufficienti motivazioni per sottrarmi anche solo per intuito.
Perderò tra esse, di sicuro, tante buone occasioni, ma non posso più permettermelo.
It's one life, enjoy!


Ho ripreso l'ascolto e lo studio dei grandi del jazz, la più grande dottrina musicale, artisti intramontabili quanto i grandi classici greci e latini.
E' risaputa la mia predilezione per Bill Evans e John Coltrane, ma stavolta l'approccio sembra totale. Il jazz nella mia vita è sempre stato un tramite e mai una fine.
Tutto quello che si apprende dal suo studio è universale ed infinito.


“Studiare il jazz non significa solo sviluppare creatività, ma anche una forma di saggezza e di comprensione . Nessuno ci può insegnare a essere creativi, ma ci può indicare la strada. (Carl G.Grubb)”

08/11/19

bygod coi CENTOSPINE STASERA !!!

Stasera dopo un più o meno lungo periodo di inattività di riprende live...coi Centospine 

31/12/16

Happy New Year!


Puntuale quasi quanto il discorso di fine anno del Presidente,  come di mia abitudine, il mio post di fine anno.

Il 2016 è stato un anno difficile per molti, tra devastanti terremoti ed incomprensibili attentati, anche in famiglia😳


E' stato l'anno del ritorno in una band, di inediti,  con altrettanti perfetti sconosciuti pronti a farmi ricredere sul mio ritiro in esilio col basso a vita solista, tutto grazie agli incoraggiamenti di mia moglie, che mi hanno spronato a rimettermi in discussione e ad essere meno severo con gli altri, e soprattutto con me stesso.
Per quanto possa durare il progetto non sono disposto a smettere e a continuare quelle che erano le mie prerogative: suonare
A quest'ultima si sono aggiunte con mio immenso piacere molteplici attività complementari, come la stesura e pubblicazione del mio primo manuale/guida all'uso e all'acquisto di pedali, idea nata mentre procedevo ad un altro mio lavoro che vedrà luce di sicuro nel 2017, come forse anche un mio nuovo album solista dopo quasi cinque anni dal mio debutto.
A tal proposito voglio omaggiare ed augurare un buon anno a tutti i miei visitatori con il download gratuito (disponibile fino al prossimo 6/1/2017) del mio primo solo album: