11/04/13

bygod walks!


Tutti sanno della mia passione per i viaggi, di qualunque natura essi siano, di lavoro o di piacere, sempre pronto a partire verso nuove e quasi sempre esilaranti avventure. 
Ma non sempre è facile stare lontano dai miei amici a 4 corde, difatti dopo nemmeno un paio di giorni che non ne imbraccio uno vado in una vera e propria crisi d'astinenza. 
Negli ultimi dieci anni ho girato davvero parecchio, e di volta in volta ho cercato  una soluzione alternativa che mi soddisfacesse, dall'amplificazione ai vari silent bass, anche smontabili, con cuffie etc, ma nulla, mai nessuno è riuscito a soddisfare appieno la mia esigenza di un vero basso portatile. 
Alla vigilia del mio ultimo grande viaggio per l'Australia durato circa un mese...ripresentatosi il problema, ho incontrato finalmente lui: D-Walker, dalla tedesca Ortega Guitars.
In passato non ho mai escluso il ricorso ad un basso acustico, e per quanto sia delicato ed ingombrante certo non è il massimo (specie se si ha a disposizone un budget limitato da destinare ad un basso "da spiaggia"). 
Nella generazione dei minibassi c'era da aspettarselo, anche dal mondo degli strumenti acustici, ma quanti avrebbero immaginato in un bassetto acustico di circa 60cm un VERO suono di basso? Ebbene si, senza nulla a cui invidiare ai suoi più grandi zietti dalle misure standard da oggi posso viaggiare in aereo con un basso nella cappelliera, condividere una perfomance in una stanza d'albergo e suonare dal vivo su di un qualsiasi palco grazie al suo avanzatissimo pickup interno B-Band. 
Esaudito così il desiderio di ogni bassista, sono oggi fiero ed orgogliosissimo di esser divenuto il primo endorser italiano Ortega, con uno dei suoi più piccoli ma grandi punto di forza a mio avviso: D-WALKER





20/02/13

questo piccolo grande basso

E' risaputo quanto io cerchi sempre di coinvolgere Little Apple, in tutto ciò che mi riguarda, qualunque cosa essa sia, ma in particolar modo nella musica, ma d'altronde, non posso mica pretendere che lei abbia i miei stessi interessi e/o gusti?
Da semplice ascoltatrice, l'ho sempre guidata e ben introdotta a qualsivoglia nuovo ascolto e/o concerto musicale al quale è stata invitata ad assistere in mia compagnia, finchè un bel giorno mentre mi guardavo un vecchio live della Les Claypool Fancy Band venne magicamente attratta da uno strumento che suonava una carismatica musicista asiatica alla destra di Claypool. Gabby La La all'ukulele, naturalmente.
Ne rimase subito colpita, oltre che dalle proporzioni della minuscola "chitarretta" , anche dal suono che ne veniva fuori, e di conseguenza dalla stessa personalità della polistrumentista, della quale le regalai subito il disco solista d'esordio, prodotto e suonato anche da Mr. Claypool in persona. "Be Careful What You Wish For..."
Da lì a breve arrivò la Santa Pasqua, dove a fare da protagonista, si sa,  son più le uova di cioccolato che la resurrezione di Gesù Cristo, e quale occasione migliore per farle ritrovare una manciata di miniuova pasquali incastonate nella cassa armonica di un ukulele soprano?
La sorpresa fu molto gradita, e con essa tutti i suoi buoni propositi, che durarono all'incirca una settimana o due, con annesso il cambio di muta corde.
Dopodichè divenne un ulteriore sovrammobile da spolverare.
Nel frattempo l'ukulele si fa sempre più largo nel mondo della musica pop, adotatto tra l'altro da artisti come Amanda Palmer e Eddie Vedder per esempio, come unico e solo strumento d'accompagnamento per interi album solisti e quindi concerti.
Poi fu la volta di una vera e propria due giorni dedicata al mondo dell'ukulele, con Roma Ukulele Festival,  notizia appresa quasi per caso mentre navigavo su di un sito istituzionale del Comune di Roma.
Troppo difficile da farsela scappare, quantomeno la seconda ed ultima serata.
Superato l'impervio labirinto di stradine venimmo catapultati da subito in questo magico mondo dell'ukulele, ricco di concerti, artisti e numerosi stands di liutai e rivenditori sempre e solo di ukulele e tutti i suoi derivati, tra cui anche dei veri e propri divertentissimi workshop basici riservati all'ignaro visitatore di passaggio.
Inutile dirvi ch'io e Little Apple non ne rimanemmo indenni.
Ci ritrovammo senza volerlo con un ukulele ciascuno ad impugnare nella giusta posizione le nostre prime pennate libere per poi finire tutti insieme con la più semplice e comune progressione armonica: C Am F G.
Da quella sera nonostante il mio smisurato amore per il basso non ho smesso di invidiare quanti suonino un così piccolo e grande strumento, a tal punto da documentarmi a più non posso sulla sua storia, i suoi vari modelli e  le sue accordature fino a scontrarmi in quello che tutti chiamano l'ukulele basso.
L'UkeBass, non è altro che un ukulele tenore accordabile per quarte, EADG, con delle corde in poliuretano (0.70-185) capaci di suonare nello stesso registro basso di un contrabbasso. 
Ho scelto di rappresentare tra in primi in Italia questo (ma non solo) piccolo grande basso di casa Ortega , ovvero RLizard-BS 


Quando l'ingegneria tedesca incontra l'abile cordaia italiana Aquila non può che nascere uno strumento imperdibile. Dire solo che sia portatile è riduttivo, in questo caso sarebbe più corretto parlare di uno strumento tascabile
la lunghezza dello strumento è di soli 66 cm ma la sua suonabilità confortevole vi stupirà prima di divertirvi.
Inoltre il volume di questo strumento ha davvero dell'incredibile. grazie al sistema di preamplificazione Shadow ed al suo piezo.
Provvisto di un comodo accordatore incorporato sulla fascia superiore che disattiva il segnale in uscita quando è acceso.
Tutte caratteristiche costruttive che abbinate ad una minuziosa selezione di legni pregiati quali dao, palissandro e mogano, non ha davvero nulla da invidiare ai suoi antenati. 
Per maggiori informazioni: ORTEGA GUITARS 


08/02/13

2012 vs 2013 (una sfida ancora aperta)

Ammetto di aver prolungato abbastanza la mia assenza dal blog, ma di aver vissuto altrettanto intensamente questi ultimi due mesi per cui garantire una dignitosa ripresa.
Mi preme da subito salutare lo scorso anno menzionando seppur in breve le uscite discografiche "dal mio punto di vista bassistico" più significative targate 2012. Dischi che hanno contraddistinto a loro modo l'anno appena trascorso, l'anno della profezia Maya, l'anno dove tutto sarebbe dovuto finire, distruggersi, anziché rinnovarsi come credo stia già accadendo al mondo intero con l'avvento della crisi, ma io non sono un economista, e rinvio gli interessati ad approfondire altrove l'argomento.
Han dato spesso per spacciato il mondo della discografia, quindi il mercato dei dischi e della musica in genere, ma a sentir bene quanto ho apprezzato non si direbbe, eppure...
Se il mondo cambia, se la società si evolve, la gente, gli ascoltatori, cambiano anche le loro abitudini musicali, e quindi la sua stessa fruizione, che sia essa per mezzo di supporti magnetici, digitali o live music di ogni sorta.
Bastano pochi click ben assestati per capirlo.
Da chi raccoglie fondi dai suoi fans per autofinanziare il proprio progetto a chi distribuisce gratuitamente la propria musica sul suo sito, da chi vende un brano alla volta, a chi te lo regala se ti sottoscrivi prima alla sua  newsletter. Da chi incrementa le vendite con un bootleg disponibile per ogni data del proprio tour, a chi estende il suo merchandising con una linea d'abbigliamento propria o da sponsorizzare, a tanti altri  innumerevoli espedienti tra gadgets o vere e proprie attività collaterali (di cui prima).

Segue mio elenco dischi 2012 (da non farsi mancare)


Tribal Tech - X 
L'attesissimo decimo album in studio di quelli che io amo definire i Weather Report del 2000. Dopo una lunga attesa dal precedente Rocket Science, forse desideravamo di più, considerate le eccelse carriere soliste sviluppatesi nel frattempo. Ma non sono esclusi i richiami ai loro più grandi momenti di gloria di Face First con il loro originalissimo marchio di fabbrica.


HBC
il Devoto Oli di tre grandi strumenti, chitara, basso e batteria, Henderson Berlin e Chambers, che si limitano a reinterpetrare ricercatissimi standards, dando prova della loro più grande abilità di improvvisazione.




Dominic Miller- 5th house
una laboriosa chitarra alla corte del Re Pungiglione, che fabbrica mielose note d'amore e di passione tutte per sè. Una splendida tracklist degna di tutto rispetto, con altrettanti sensibili musicisti d'eccezione come Pino Palladino e Jimmy Johnson (al basso)




Eberhard Weber - Résumé
Il maestro ritorna a cantare col suo basso attraverso una personalissima selezione di soli estrapolati dalla sua intensa attività live antecedente al 2007, anno in cui a seguito di un  ictus che gli paralizzò l'intero lato sinistro del corpo non potè più ritornare a suonare.



Doug Johns - Blomp!
la più grande alternativa funk slap vivente dopo Wooten. Ennesimo titolo onomatopeico a marcare la propulsione ritmica del  suo quarto lavoro.


The Aristocrats
la più bella realtà musicale del 2012! Tre grandi richiestissimi sidemen che decidono di unire le loro forze compositive tra un turno e l'altro, in unico progetto a nome The Aristocrats.
Nove brani strumentali d'effetto, senza alcun pericolo di noia in soli prolungati ai danni della sinergia che contraddistingue il loro fortunatissimo trio. In una fittissima tournée europea autunnale sono riuscito ad accaparrarmi un posto per lo spettacolo casertano insieme a Little Apple di cui allego volentieri foto: 



Minnemann Beller e Govan annunciano l'inizio dei lavori al loro prossimo album in studio previsto per il 2013, ma le sorprese non sono finite, ebbene si, Gary Willis partorisce un nuovo stupendo lavoro solista in un inedito trio, la cui uscita è prevista per metà febbraio, ma fortunatamente ne si può già pregustare qualche sapore un pò retrò.
Buon Ascolto!




14/11/12

Nobili Iniziative

Ci sono artisti che arrivati all'apice del loro successo, dopo aver raggiunto un cospicuo numero di consensi alla loro carriera si prodigano per il prossimo, con un' infinità di iniziative, attività collaterali, con le quali condividere le proprie ricchezze ed esperienze, mettendo a nudo tutto il loro sapere con quanti desiderano intraprendere una loro simile carriera, altri, meglio ancora, offrono servizi utili ed efficienti, una volta inesistenti, o peggio, d'èlite, quindi inaccessibili a tanti, come nel caso di Flea, con la fondazione di una  prestigiosa scuola di musica Il Silverlake Conservatory Of Music giunta al suo 11esimo anno di vita.


Anche se di tutt'altra estrazione, merita la mia attenzione l'iniziativa dello ShapeShifter Lab il cui cofondatore e coproprietario Matthew Garrison, figlio dello storico contrabbassista di John Coltrane, investe sempre più tempo e passione alla realizzazione di questo originalissimo spazio eventi, con un fittissimo calendario, con innovativi artisti, musicisti emergenti anche internazionali, pronti ad esibirsi in shows e partecipazioni attive alle iniziative promosse dal centro.Il locale (se così possiamo chiamarlo) si trova in Brooklyn, e mi sono già promesso di far visita al mio prossimo viaggio negli States, dove credo ne valga sul serio la pena di perdersi, ah ah ah...



ShapeShifter Lab

Organizzazioni, fondazioni, associazioni,  queste, spesso no profit,  messe in essere unicamente a beneficio della collettività del mondo artistico, in ogni suo stadio e forma di rappresentazione, che noi italiani faremo bene ad assimilare, a vantaggio di un più elevato spessore artistico, che spesso amiamo trascurare per il solo ed unico interesse e lucro personale fatto sempre e solo di numeri. 

03/11/12

Benvenuto Mimmo!!!

"Chi bene comincia è a metà dell'opera",
così io circa 20 anni fa ebbi la fortuna di intraprendere lo studio del basso elettrico sotto la guida del Maestro Santaniello, per mezzo del quale oggi, molto probabilemente non sarei quello che sono, nel bene o nel male, senza questa grande passione per lo strumento, per la musica e tutto quello che gli ruota attorno, sarei forse niente.
Tanti allievi si perdono, si annoiano, non trovandovi terreno fertile, in molti cambiano interesse, mentre per me è andata molto diversamente, e questo lo devo in parte a questo grande contrabbassista, che oltre ad adempiere il suo primario compito di insegnante ha fatto si che si mantenesse viva nel tempo la stessa passione con cui ebbe inizio il tutto, anche oltre il nostro ciclo di lezioni, spingendomi volentieri da autodidatta laddove credevo fosse impossibile arrivare.
Grazie al web ed in particolare a Mr. Zuckerberg, da circa 6 mesi ho ripreso vivi contatti con Domenico, grazie ai quali oggi esiste questo suo spazio web: WWW.DOMENICOSANTANIELLO.COM 
Spazio al quale ho avuto il piacere di collaborare, che oggi ho qui il piacere di presentare a tutti gli internauti di transito come un vero ed autorevole sito ufficiale del Maestro Santaniello, completo di info utili sull'artista, novità discografiche, calendario concerti ed una ricchissima sezione didattica in continua evoluzione.

Buona Navigazione!