Il silenzio che costruisce (e quello che distrugge)



Non mi facevo vivo qui da tempo. Troppo. Chi segue questo spazio da prima sa che non è il mio primo silenzio. Ma sa anche che, ogni volta che sono sparito, da qualche parte stavo costruendo qualcosa. Nel 2026 tenere aperto un blog è quasi un atto di resistenza. I social chiedono velocità, immagini, video di trenta secondi. Qui, invece, posso fermarmi, raccontare una storia per intero e lasciare qualcosa che non scompaia il giorno dopo. È quello che chiamano owned media. Io preferisco chiamarlo casa. Eccomi quindi di nuovo qui. Non con la promessa di pubblicare ogni giorno e neppure con l’ansia di recuperare il tempo perduto. Torno con la consapevolezza che alcune cose hanno bisogno di silenzio prima di trovare la propria forma. Questa volta, però, il silenzio non è stato soltanto una scelta.

Negli ultimi due anniho attraversato un trasferimento temporaneo all’estero. Un cambiamento che ha rimesso in discussione abitudini, certezze, modo di lavorare e rapporti con le persone e con gli strumenti. Quando ti sposti, anche solo per un periodo, non porti con te soltanto le valigie. Cerchi di far entrare una vita intera in uno spazio più piccolo, dentro una lingua che non è la tua e in un tempo che sembra appartenere a qualcun altro.

Ci sono state notti in cui l’unica cosa che riuscivo a tenere in mano era il basso. E mattine in cui non riuscivo neppure a guardarlo.

La vita privata, quella che raramente arriva sui social, ha fatto il resto. Le distanze si allungano, le persone cambiano e le priorità si spostano. In mezzo a tutto questo mi sono chiesto più volte che cosa stessi facendo e perché continuassi a farlo.

La risposta, alla fine, è sempre la stessa: perché non saprei fare altrimenti. E perché è proprio nei periodi più confusi che, a volte, prendono forma le cose più vere.



Le cose costruite nel silenzio


In questi anni, tra un volo e l’altro, tra una crisi e una scoperta, ho rimesso insieme progetti diversi ma legati dalla stessa necessità: trasformare quello che vivo in qualcosa da condividere.

Alcuni di questi lavori erano nell’aria da anni. LATENZA ZERO e SONO BASSI VOSTRI, in particolare, esistevano già molto prima di avere un titolo e una forma precisa.

Erano bozze iniziate e abbandonate, cartelle digitali sparse un po’ ovunque, documenti salvati su vecchie chiavette USB, file dimenticati sul desktop e annotazioni scritte in fretta in Note sullo smartphone. Idee, esercizi, frasi e dialoghi accumulati nel tempo, spesso senza sapere che un giorno sarebbero diventati parte dello stesso progetto.

Il lavoro più difficile non è stato soltanto scrivere. È stato ritrovare quei frammenti, capire che cosa avessero ancora da dire e rimetterli finalmente in ordine.

Anche nei periodi in cui sembravo fermo ho continuato a fare musica.

Omani Ouverture, Maqam Signals, Stuck In Space, Bismillah, Hānit e On Fridays sono nati in momenti diversi e sono stati pubblicati come singoli sulle principali piattaforme digitali. Presi separatamente raccontano episodi differenti; ascoltati uno dopo l’altro, però, rivelano un percorso comune.


Puoi trovarli sulla mia pagina Spotify ufficiale.


Ora sto recuperando e riordinando queste composizioni secondo la loro reale successione temporale. Confluiranno in due raccolte: OMANITIES Vol. I & II.



Non saranno semplicemente due contenitori di brani già pubblicati. Vorrei che restituissero il racconto musicale di un periodo vissuto lontano da casa: l’arrivo, lo spaesamento, la scoperta di suoni diversi, le distanze, le partenze e tutto ciò che nel frattempo è cambiato.

Ogni singolo è un frammento. I due volumi serviranno a mostrare il disegno che quei frammenti, senza che me ne rendessi conto, stavano già formando.

OMANITIES Vol. I e Vol. II saranno disponibili sulla mia pagina Bandcamp ufficiale, dove potranno essere ascoltati e scaricati.


  • LATENZA ZERO è un techno-thriller ambientato in un futuro nel quale la rete riesce a eliminare il ritardo tra i musicisti. Tutto diventa immediato, sincronizzato, perfetto. Insieme al ritardo, però, scompare anche l’errore.E l’errore — l’ho capito scrivendo, vivendo e sbagliando — è forse una delle poche cose che ci rendono davvero umani.Wire, il protagonista, è un bassista costretto a confrontarsi con una versione perfetta di sé stesso. Una versione che non sbaglia, non esita e non arriva mai in ritardo.Mentre scrivevo la sua storia, in un appartamento che non era casa e con un fuso orario che non era il mio, ho capito che anch’io stavo affrontando qualcosa di simile.Non combattevo contro una macchina. Combattevo contro l’idea che tutto dovesse essere perfetto per avere valore.LATENZA ZERO uscirà il 27 agosto 2026 e sarà disponibile su Amazon, Feltrinelli e nei principali store online.

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  • Dalla giungla delle videopillole senza un filo logico alla chiarezza di un metodo completo.SONO BASSI VOSTRI nasce pensando a chi studia il basso elettrico da solo. A chi passa da un tutorial all’altro, raccoglie esercizi, diteggiature e consigli, ma a un certo punto si accorge che manca qualcosa: un percorso.Online si può trovare quasi tutto. Il problema è capire da dove iniziare, quale debba essere il passo successivo e in che modo collegare le informazioni. Una scala imparata oggi, una tecnica vista domani e un esercizio trovato per caso la settimana dopo possono essere utili, ma non sempre aiutano a crescere con consapevolezza.Questo manuale prova a mettere ordine.È una guida organica e progressiva nella quale teoria, tecnica, ritmo, lettura e ascolto procedono insieme. Parte dagli elementi fondamentali e arriva alla costruzione delle linee di walking bass, passando attraverso intervalli, accordi, scale, modi, controllo e ricerca del suono.È rivolto a chi comincia da autodidatta e cerca una direzione, ma anche a chi suona già da tempo e vuole consolidare la tecnica, comprendere meglio ciò che sta facendo o colmare alcune zone d’ombra.All’interno trovano spazio esempi pratici, esercizi progressivi e allenamenti mirati. La lettura musicale non viene presentata come un obbligo accademico, ma come uno strumento capace di ampliare le possibilità artistiche e professionali di un musicista.SONO BASSI VOSTRI è finalmente entrato nella fase di editing. Gli esercizi vengono verificati, le spiegazioni rese più chiare e ogni argomento inserito nel punto giusto del percorso. Dopo anni trascorsi tra lezioni, appunti, esperienze e file sparsi, il manuale sta assumendo la sua forma definitiva.Nessuno conosce tutto, e l’apprendimento stesso fa parte della musica.

Il silenzio, quindi, non è sempre assenza. A volte è lo spazio necessario perché qualcosa cresca. Altre volte distrugge, separa e lascia vuoti difficili da colmare. Imparare a riconoscere la differenza è forse una delle cose più complicate.

Non prometto una presenza quotidiana. Prometto però di tornare quando avrò qualcosa di vero da raccontare.

Per finire…

Se sei arrivato fin qui, dopo tutto questo tempo, grazie.

Se invece sei nuovo, benvenuto.



A presto.


bygod on bass


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